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Entro due anni basta con la carta
RiformeBrunetta: "Entro due anni basta con la carta

 
RAFFAELLO MASCI

ROMA
Addio alla pagella. Almeno a quella di carta, con stellone della Repubblica in testa e l’iscrizione solenne «Ministero della Pubblica istruzione». Nell’arco di un anno e mezzo-due - ha spiegato ieri al Forum della pubblica amministrazione, il nuovo ministro per l’Innovazione, Renato Brunetta - è la carta in quanto tale a dover sparire dagli uffici statali, segno di una svecchiata forte, di un paludamento burocratico e timbri e bolli destinato inesorabilmente alla via delle ortiche. «Perfino la pagella - ha ribadito il ministro - dovrà essere letta on line». Ai genitori, in definitiva, non arriverà più il terribile do*****ento che sanciva il destino scolastico dei figli, ma una più agile (e forse meno minacciosa) e-mail.

Quando la decisione del professor Brunetta sarà vidimata da una specifica norma, comunque, la scuola italiana sarà assolutamente pronta a recepirla. La nostra bistrattata amministrazione scolastica, infatti, dispone dal 1999 di una rete informatica invidiabile organizzata e gestita da Eds, azienda leader del settore. Le circa 55 mila scuole italiane sono, fin da allora, tutte cablate e dispongono anche di una «intranet» che consente di comunicare tra loro, teoricamente senza problemi. Poi l’Italia - si sa - è lunga e varia, per cui qualche sacca di inefficienza informatica potrebbe non essere isolata.

Tuttavia è prassi consolidata che il ministero comunichi con tutte le scuole per vie informatiche. Le famose «circolari», che passavano di classe in classe per mano dei bidelli, da tempo seguono percorsi elettronici. I non più giovani ricordano ancora le «pratiche», cioè i fascicoli cartacei che contenevano tutta la do*****entazione di un allievo. Anche questi orpelli sono parte del passato. Tant’è che le iscrizioni ad un corso di studi successivo - per esempio dalle scuole medie alle superiori - avvengono già ora con un accredito fatto direttamente da una scuola all’altra per vie informatiche.

Non solo: ogni insegnante italiano (quasi 800 mila il totale) ha una propria mail per qualunque uso professionale voglia farne. Non è ancora finito: tutta l’attività di formazione degli insegnanti viene gestita per conto del ministero dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ex Indire) di Firenze, che fornisce on line materiali, test di valutazione, consulenze, eccetera.

Per completare il quadro occorre solo ricordare che la legge detta Bassanini bis (275 del ‘99) assegna alle scuole la piena autonomia organizzativa. Da qui il bene e il male di tutte le scuole, perché piena autonomia vuol dire che ciascuna scuola funziona nella misura in cui è capace di farlo e quindi, per restare al tema, anche queste prodezze dell’elettronica producono effetti «a seconda del manico» come si dice. La comunicazione scuola-famiglia, per esempio, già in moltissime scuole, sparse un po’ in tutta Italia, avviene on line. E anche la pagella, evocata dal ministro Brunetta, potrebbe già da oggi essere trasmessa alle famiglie con una mail se il consiglio di istituto decidesse in questo senso. Ma vale anche il contrario: dato che c’è l’autonomia scolastica, se il consiglio di istituto decidesse di mantenere la pagella cartacea con tanto di stemma della Repubblica e valutazioni riportate a penna stilografica, non sarebbe ministro che tenga: la scuola è autonoma e fa quello che le pare.

Post scriptum: la pagella, introdotta nella scuola italiana nel 1926, è stata definitivamente abolita nel ‘77 e sostituita con la scheda personale dell’alunno, che è un rompicapo nella compilazione, ma comunque non è più «pagella».

La Stampa

Postato il Mercoledì, 14 maggio @ 02:05:45 EDT di grazia1968

 
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