Sembra impossibile, ma ancora una scuola è stata presa di mira nel Varesotto.
E’ accaduto a Lavena Ponte Tresa, dove la scuola media, è stata trovata con quattro estintori svuotati nei corridoi, schiuma dappertutto, anche se i danneggiamenti sono pochissimi. Per fortuna, un episodio che, almeno dal punto di vista economico, non ha paragone con quanto accaduto lo scorso week end a Saltrio.
Ma proprio nelle stesse ore, ieri pomeriggio, venerdì, la scuola “Longhi” colpita dalle devastazioni, è stata riaperta a Clivio, alla ex Maria Ausiliatrice: docenti, educatori e sindaci, hanno cercato di capre come possa essere accaduto e la preside, Anna Rita Politi, ha persino rivolto un appello ai ragazzini. «Se il colpevole è tra noi, cercheremo di ascoltarlo e capire perché». Per una scuola che cerca di interrogarsi e ripartire, eccone un’altra che si trova in mezzo al guado dei vandali.
I carabinieri stanno indagando ma tendono a non drammatizzare. Nessun danno alle strutture, e anche la porta di ingresso non aveva segni di scasso. Piuttosto, le indagini sembrano già puntare su alcuni ragazzini che potrebbero aver fatto una bravata. Non si esclude l’effetto emulazione. L’episodio di Saltrio ha fatto il giro d’Italia, venerdì pomeriggio è venuta anche la rai per do*****entare in diretta la riapertura dell’istituto. Varese si interroga su cosa stia accadendo, ma anche vicino a noi episodi simili non sono mancati. Giovedì notte nella scuola elementare "Umberto e Margherita di Savoia" di Abbiategrasso vandali e ladri hanno rubato quattro computer, sei monitor e una calcolatrice.
Ad Arese i carabinieri invece hanno identificato e denunciato gli autori dell'incendio verificatosi la sera del 28 maggio alla elementare "Don Gnocchi": un 15enne, il capo banda, e due 13enni, tutti residenti ad Arese, ex studenti, appartenenti famiglie "perbene".
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