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Rimandati,gli istituti professionali in testa
StudentiRimandati, ecatombe
nelle scuole professionali


Roma il vero problema sono gli istituti professionali. Anche i tecnici, ma molto meno. Per i licei tradizionali, invece, la via d’uscita dalla morta gora dei debiti inevasi, è sempre più a portata di mano. Questo si capisce osservando le prime anticipazioni sui risultati degli scrutini nelle scuole superiori della capitale. Statistiche definitive non ce ne sono, ma l’associazione nazionale presidi, che nel Lazio è presieduta da Antonino Petrolino, ha una panoramica abbastanza chiara: negli ultimi 4 mesi - è il senso - la scuola romana ha compiuto una virata netta sul piano del rigore e della serietà - grazie alla cosiddetta «cura Fioroni» - e ha recuperato quasi un terzo di quel 50% di studenti che presentavano gravi carenze.

Ma la situazione è molto varia, le scuole sono quasi 700, gli indirizzi i più disparati e le realtà urbane e sociali sono rappresentative dell’intera gamma nazionale. Così, per dire, se la media nazionale degli studenti con debiti formativi a febbraio era del 42%, a Roma si sfiorava il 50%. E se nei licei classici e scientifici si superava appena il 30%, nei professionali si poteva veleggiare verso quota 65% e negli istituti tecnici si stava a metà strada tra i due poli.

Le attività di recupero non sono partite quindi dalle stesse condizioni. Nel mitico e prestigiso liceo «Pilo Albertelli», quello in cui studiò Enrico Fermi, «l’annuncio stesso di un maggior rigore nella valutazione - dice la preside Emilia Marano - ha portato il numero dei ragazzi con gravi carenze dal 35 al 30 per cento». Ma su quel 30% si è duramente lavorato, aggiunge la dirigente: «Nel corso dell’anno abbiamo fatto circa 600 ore di corsi di recupero, tagliando di un altro 10% il numero dei “debitori”. E durante l’estate ne faremo altre 500». Anche la sua collega del classico-scientifico «Gaetano de Sanctis», Marina Gorga, ha ottenuto un effetto analogo: «Noi abbiamo ripartito l’anno in trimestri, in maniera di poter fare non due ma tre tranches di corsi di recupero. E se il numero dei bocciati (8%) e delle eccellenze (11%) è rimasto invariato, siamo riusciti ad abbattere quello dei ragazzi portatori di debiti fino al 21%». Un successo indubbio.

Leandro Cantoni è preside nell’Istituto professionale «Carlo Cattaneo» di Testaccio, quartiere molto popolare a ridosso del Tevere. «Per noi il punto di arrivo - spiega - coincide con quello che per i licei è di partenza: abbiamo più del 50% di ragazzi con debiti formativi gravi e siamo riusciti ad abbattere la quota al 30%. Per noi è un grande risultato ma la fatica è stata improba». All’istituito «Luigi Calamassa» di Civitavecchia, diretto da Gianfranco Zintu, la situazione è simile: un lavoro enorme per ridurre gli studenti fortemente insufficienti dal 50 al 40-35 per cento «con l’aggravante - dice il preside - che qui sono molti i debitori e sono pesanti i debiti, ci sono cioè carenze molto gravi e radicate in molti allievi». Anche i professionali stanno facendo sforzi enormi con «risorse umane» limitate e soldi pochi. «L’impegno degli insegnanti in tutto questo - dicono sia Zintu che Cantoni - è stato veramente lodevole».

Ad essere carente, invece, è stato l’apporto delle famiglie. «Devo dire - commenta la preside Gorga - che da noi non hanno battuto ciglio e si sono organizzate per affrontare le vacanze rispettando le esigenze della scuola». «Da me non è stato così - aggiunge Cantoni - davanti al mio ufficio c’è stata la fila delle mamme che protestavano per le ferie bloccate. Tant’è che non sono sicuro che ai corsi estivi verranno tutti quelli che dovrebbero». A settembre si tireranno le somme. E potrebbe essere un’ecatombe. Purtroppo nelle fasce sociali più deboli.

La Stampa

Postato il Martedì, 17 giugno @ 02:00:55 EDT di grazia1968

 
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